Domande frequenti
Sai cosa fa un centro antiviolenza come il Centro Donna Giustizia?
- Ti aiuta a riconoscere la violenza di genere
- Ti garantisce anonimato e privacy
- Non ti obbliga a denunciare e non ti segnala alle forze dell'ordine
- Offre consulenza legale e psicologica
- Può offrirti ospitalità se devi lasciare subito casa perché sei in pericolo
- È gratuito
- Offre mediazione linguistica e culturale
Le vostre domande
Che cosa è un centro antiviolenza e che aiuto può darmi?
Il Centro antiviolenza (CAV) è uno spazio protetto, gestito da donne, in cui puoi esprimere il tuo vissuto e rivolgere le tue domande, ricevendo ascolto attivo e non giudicante. Il CAV sostiene le persone di genere femminile nei percorsi di riconoscimento e di uscita dalla violenza (psicologica, economica, sessuale o fisica) con progetti di supporto personalizzati, gratuiti e in totale privacy e anonimato.
Non sono sicura di subire violenza: posso comunque chiamarvi?
Assolutamente sì. Riconoscere una situazione di violenza all'interno di una relazione affettiva o una violenza di genere può non essere sempre immediato, in particolar modo quando si vive una situazione di violenza psicologica. L'Operatrice che ti accoglierà ti aiuterà a capire meglio la situazione che stai vivendo.
Sono straniera e non parlo né comprendo la lingua italiana: posso ugualmente contattarvi?
Certamente. Disponiamo di mediatrici linguistiche e culturali per effettuare i colloqui nella tua lingua, assicurandoci che tu possa ricevere tutte le informazioni e l'aiuto necessario in modo comprensibile.
Chi mi riceverà al primo colloquio e come si svolgerà?
Verrai accolta da un'Operatrice formata sulla tematica della violenza di genere, che ti accompagnerà nel tuo percorso all'interno del nostro Centro. Il primo colloquio consisterà in un incontro individuale in cui potrai parlare liberamente della tua situazione senza essere giudicata.
…e dopo cosa succede?
Ogni percorso è differente ed è concordato assieme a te: il nostro approccio è fondato sull'autonomia di scelta. Se lo vorrai, l'Operatrice potrà offrirti una consulenza legale con una delle nostre avvocate (civiliste e/o penaliste) oppure proporti altri incontri, se riterrai di averne bisogno per comprendere meglio la situazione che stai vivendo. Il Centro ha anche la possibilità di fornirti un percorso di consulenze psicologiche. Tutti i nostri servizi sono gratuiti.
Quello che vi racconto sarà condiviso con qualcuno/a?
I tuoi racconti sono protetti dalla privacy. Il Centro antiviolenza è diverso dagli altri servizi territoriali (Servizi Sociali, Forze dell'ordine, Servizi Sanitari ecc.): è uno spazio neutro. Tutto quello che deciderai di raccontare in sede di colloquio verrà condiviso SOLO all'interno della nostra équipe di lavoro. I CAV non hanno l'obbligo di segnalazione e, se ci sarà la necessità di confrontarsi con figure esterne al Centro, le operatrici ti chiederanno l'autorizzazione, concordandolo con te.
E se mi voglio allontanare da casa?
Ti offriamo la possibilità di farlo, attivando l'ospitalità gratuita in emergenza. Se hai dei figli o delle figlie verrai ospitata assieme a loro. Ti possiamo supportare anche se hai animali domestici che non vuoi/puoi lasciare a casa.
Se chiedo il vostro aiuto o se mi ospitate, sono obbligata a denunciare?
No, sarà una tua scelta personale se denunciare o meno, anche dopo la messa in protezione e l'eventuale consulenza legale.
Come vi contatto?
Puoi chiamare il numero 0532 24 74 40 negli orari di apertura, lasciare un messaggio in segreteria oppure inviarci una mail a udv@donnagiustizia.it. Un'Operatrice accoglierà la tua richiesta e, se vorrai, concorderà con te un appuntamento in presenza presso la nostra sede di Ferrara oppure presso uno degli sportelli decentrati nella provincia più vicino a te: Comacchio, Codigoro, Argenta, Copparo, Bondeno e Cento.
Se non ho un reddito e chiedo aiuto, mi porteranno via i/le miei figli/e?
No. Decidere di chiedere aiuto e allontanarsi da una situazione di violenza domestica è una scelta che è tutelante per i tuoi/le tue figli/e, anche se non hai un reddito e non lavori. I/le figli/e di donne esposte alla violenza sono a loro volta esposti alla violenza (violenza assistita).
Il Centro antiviolenza accoglie donne transgender e lesbiche?
Sì, il Centro Donna Giustizia è un CAV transfemminista e accoglie donne cis e trans* senza distinzione. Seguiamo altresì percorsi di fuoriuscita dalla violenza in relazioni lesbiche.
Sono una persona con disabilità fisica: la vostra sede è accessibile?
Purtroppo la nostra sede principale NON è completamente accessibile. L'ingresso principale ha barriere, ma c'è un ingresso secondario accessibile con un campanello raggiungibile da seduta. La porta si apre verso l'interno, non è pesante e puoi aprirla con una sola mano. Per entrare non ci sono rampe, scale mobili o ascensori. All'interno ci sono dei gradini, ma possiamo fare il colloquio anche al piano terra. I bagni non sono accessibili con la sedia a rotelle. I corridoi sono un po' stretti.
Abbiamo comunque la disponibilità di utilizzo di uno spazio COMPLETAMENTE ACCESSIBILE, ma in una sede alternativa da prenotare.
Sono una persona con disabilità sensoriale e comunicativa: la vostra sede è accessibile?
Al momento nessuna operatrice conosce la LIS o la LIST, ma abbiamo dei contatti con un'interprete LIS. Se preferisci puoi inviarci un videomessaggio in LIS tramite mail o WhatsApp al numero 388 090 6531, oppure venire al colloquio con una persona di fiducia che possa tradurre per te (amica, familiare, professionista). Puoi portare con te il tuo cane guida. Non ci sono percorsi tattili nelle nostre strutture.
Fornite ospitalità in emergenza a persone con disabilità sensoriale, fisica e/o comunicativa?
La nostra ospitalità in emergenza non prevede la presenza di un'operatrice in loco, né siamo operative h24. È quindi necessario che la persona che necessita di ospitalità sia autonoma. La possibilità di pernottamento in emergenza va quindi valutata assieme, a seconda della situazione specifica.